rivoluzione Radiohead
October 1st, 2007 by giorgio
Era nell’aria, e ora è ufficiale. Liberi dal contratto discografico con la EMI dal 2003, quando uscì “Hail To The Thief”, i Radiohead -al lavoro da mesi sulle nuove canzoni- hanno deciso di distribuire in proprio il nuovo album, attraverso una formula davvero rivoluzionaria, almeno per una band di tale popolarità.
“In Rainbows” non apparirà -almeno per ora- nei negozi di dischi, ma sarà acquistabile solo attraverso il sito dei Radiohead stessi, sia in formato “discbox” (un cofanetto con l’album in formato cd e vinile ma ricco di “bonus tracks”, illustrazioni e foto, i testi delle canzoni e anche il codice per un download del disco stesso) che in download.
E qui sta il bello, perchè la band di Thom Yorke ha deciso di vendere l’album in download a offerta libera. Praticamente sta all’utente decidere quanto sia giusto pagare: “It’s up to you”!
L’album sarà ”consegnato” in download dal 10 ottobre, e nel tradizionale formato “fisico” dai primi di dicembre. Sarà davvero la fine delle case discografiche come le conosciamo?

Magari!
Confesso che mi piace parecchio la mossa di Yorke e soci… per quello che può valere
Dipende da cos’altro fanno le case oltre a produrre o distribuire album.
Credo che una mossa simile fosse possibile solo a un gruppo “di peso”.
E io mi chiedo: è etico scaricarsi l’album, ascoltarlo una volta o due per decidere e poi se piace comprare e sennò cancellarlo?
Non so se sarà la fine delle case discografiche…si stanno già uccidendo da sole.
Internet da questo punto di vista è micidiale…se Emi, Universal, Sony, etc. continueranno ad indirizzare le loro politiche a fini di profitto e sfruttamento di immagine dell’artista perderanno credibilità; la musica è arte, creatività, passione…forse questo ancora lo devono capire.
I Radiohead negli anni di credibilità ne hanno acquistata a sufficienza da poter permettersi questa piccola rivoluzione…purtroppo non tutti hanno i mezzi per farlo.
Intanto qualcosa si muove. Magari non cambierà nulla ma… vedi Charlatans, Nine Inch Nails, Jamiroquai, Oasis, tutti si stanno muovendo verso quella direzione. Spero solo che alla fine a beneficiarne siano soprattutto i consumatori, visto che il denaro alla fine interessa sempre un po’ tutti, artisti compresi…
ciao!
ray