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rivoluzione Radiohead

Era nell’aria, e ora è ufficiale. Liberi dal contratto discografico con la EMI dal 2003, quando uscì “Hail To The Thief”, i Radiohead -al lavoro da mesi sulle nuove canzoni- hanno deciso di distribuire in proprio il nuovo album, attraverso una formula davvero rivoluzionaria, almeno per una band di tale popolarità.

In Rainbows” non apparirà -almeno per ora- nei negozi di dischi, ma sarà acquistabile solo attraverso il sito dei Radiohead stessi, sia in formato “discbox” (un cofanetto con l’album in formato cd e vinile ma ricco di “bonus tracks”, illustrazioni e foto, i testi delle canzoni e anche il codice per un download del disco stesso) che in download.

E qui sta il bello, perchè la band di Thom Yorke ha deciso di vendere l’album in download a offerta libera. Praticamente sta all’utente decidere quanto sia giusto pagare: “It’s up to you”!

L’album sarà ”consegnato” in download dal 10 ottobre, e nel tradizionale formato “fisico” dai primi di dicembre. Sarà davvero la fine delle case discografiche come le conosciamo?

 

5 Responses to “rivoluzione Radiohead”

  1. on 01 Oct 2007 at 10:30 pmSid

    Magari!
    Confesso che mi piace parecchio la mossa di Yorke e soci… per quello che può valere ;)

  2. on 02 Oct 2007 at 1:38 pm#6

    Dipende da cos’altro fanno le case oltre a produrre o distribuire album.
    Credo che una mossa simile fosse possibile solo a un gruppo “di peso”.

  3. on 02 Oct 2007 at 2:05 pmeffemmeffe

    E io mi chiedo: è etico scaricarsi l’album, ascoltarlo una volta o due per decidere e poi se piace comprare e sennò cancellarlo?

  4. on 02 Oct 2007 at 6:27 pmLukePet

    Non so se sarà la fine delle case discografiche…si stanno già uccidendo da sole.
    Internet da questo punto di vista è micidiale…se Emi, Universal, Sony, etc. continueranno ad indirizzare le loro politiche a fini di profitto e sfruttamento di immagine dell’artista perderanno credibilità; la musica è arte, creatività, passione…forse questo ancora lo devono capire.
    I Radiohead negli anni di credibilità ne hanno acquistata a sufficienza da poter permettersi questa piccola rivoluzione…purtroppo non tutti hanno i mezzi per farlo.

  5. on 11 Oct 2007 at 10:38 amraymonde

    Intanto qualcosa si muove. Magari non cambierà nulla ma… vedi Charlatans, Nine Inch Nails, Jamiroquai, Oasis, tutti si stanno muovendo verso quella direzione. Spero solo che alla fine a beneficiarne siano soprattutto i consumatori, visto che il denaro alla fine interessa sempre un po’ tutti, artisti compresi…
    ciao!
    ray

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